".. l'anno che sta arrivando tra un anno passerà .."
Non mi aspetto nulla, almeno per me.
Mi basta cercare la serenità in pochi, pochissimi sguardi (o parole "a distanza" ;)), quelli che contano.
So solo che ho imparato molto nel 2011. So anche che avrei potuto far di più.
Sono cambiata, ancora e ogni giorno. E mi sono allontanata un (bel) po' dal mondo "normale", in punta di piedi, senza che (quasi) nessuno se ne accorgesse.
La fine di ogni anno, mi mette sempre un po' di tristezza mista ad infinita dolcezza. Da quando ero piccola.
Le tenebre tornano ad impossessarsi del tempo e tutto, lentamente, inizia a tacere. I minuti passano, formando le ore, mentre le voci sfumano.. le luci si spengono.. e il buio arriva.
Il figlio di Ipno e Notte, discende tra corpi i addormentati, assumendo sebianze diverse di corpo in corpo, di sogno in sogno.
Sogni differenti, spesso speranze, a volte illusioni, altre piccoli capolavori surrealisti dipinti dall'inconscio. O incubi.
C'è poi chi, con Morfeo ha sempre troppo poco a che fare e impara ad ascoltare i richiami della notte, divenuti (ormai), troppo malinconici e tristi.
Il vento soffia inesorabile, creando in quelle menti, piccoli uragani di pensieri che mozzano il respiro. Nonostante ciò, il silenzio, all'esterno è assordante.
E' come se l'essere fosse scisso in due entità: una immobile al centro dell'uragano di pensieri che si fanno "lentamente analizzare"; l'altra è immobile accanto al letto che ascolta il silenzio, osserva il soffitto e le luci fuori dalla finestra, ascoltando il "ticchettio" del cuore che, quasi con affanno, rincorre l'uragano e si ferma con i pensieri.
Si potrebbe pensare che sia gente che ha perso la speranza nei sogni.. come un ex sognatore incallito che smette di addormentarsi per sognare e resta sveglio diventando incubo, spesso di se stesso. La lotta tra passato e presente, si fa serrata.
I sogni, tentano di non annegare e ansimano cercando la riva.. rincorrendosi, mentre le loro onde, sempre più spesso, s'increspano e, infrangendosi dalla loro spuma, piccoli fantasmi si liberano ululando malignamente o singhiozzando tristemente.
L'incubo è sempre lì, ricorda e sussurra che il confine tra sogno e illusione è sottilissimo, la zona d'ombra è quasi impercettibile.. e si perde ogni speranza di distinguerla con chiarezza, di osservare quella linea netta di confine, che la gente che dorme e sogna riesce chiaramente a distinguere.
Sono le 3:00 del mattino e mi viene in mente una delle canzoni che mi ha accompagnato in questa giornata. La strofa che da oggi mi tormenta, non è un caso.
..Red
lights, grey morning You stumble out of a hole
in the ground A vampire or a victim It depends on who's
around..
..Three
o'clock in the morning It's quiet and there's no
one around Just the bang and the clatter As an angel runs to
ground..
La solitudine, si fa spazio tra le sensazioni, impadronendosi di tutto il resto, di tutte quelle che possono essere le speranze o semplicemente pensieri, sensazioni positive. Più ci si addentra nei meandri oscuri dell'animo, più quella sensazione cresce.
E' come un demone che si nutre senza controllo della tua voglia di sognare. La voglia di scrivere passa, il desiderio di accarezzare e maledire sorridendo le dita impacciate sulla chitarra evapora, così come la felicità di pastrocchiare disegni "surrealistici" su un foglio viene cancellata da una "passata" d'apatia.. lasciandoti quasi sfinita.
Solo la musica e il viaggio in epoche passate attraverso la lettura riesce a salvarti, a farti incontrare altre anime sole, a volte disperate, che hanno "adottato" quel demone, trasformandolo in creatività.
Sono come un caldo abbraccio sempre accogliente.. Un rifugio, in ogni tempesta. Ti sembra di conoscerle da sempre quelle anime, ed è come se qualcuno ti capisca profondamente e prima di te, abbia provato a trasmettere quelle sensazioni.
Dovrei solo fare anch'io tutto questo. Trasformare, ma non ne sono capace. Anche se forse basterebbe solo sperare, sognare.. cambiare.
E' come esser bloccata in un blocco di vetro, che ti contiene a malapena. Ci sei solo tu e la tua triste apatia. Mentre fuori tutto esplode.
Piove e le gocce scorrono lungo il vetro.
Solitarie.
Alcune destinate ad incrociarsi, inglobarsi e scomparire, con l'ultimo tonfo, insieme. Altre si accumulano e si perdono. Altre restano sospese, come lacrime.
Una continua ricerca, una continua lotta contro i demoni, la solitudine. Come il mito platonico della mela, della metà perfetta. Del ritorno dell'individuo "originario", completo. Sogno o illusione? Secoli di riflessioni, constatazioni e smentite. Ognuno ha la sua risposta. A volte differente in base al periodo che vive.
Sono bloccata. Parafrasando i Cure e gli U2, "It's always the same, I'm running towards nothing" o "I'm running to stand still", mentre tutto intorno a me scorre.
E' buio e sono qui, a guardare le luci. Scorgo Morfeo, ma lui, appena incorocia i suoi occhi con i miei, scappa. Non riesce a trasformarsi, ad assumere sembianze di sogno.
L'uragano mi attende. Qualcosa, almeno stasera si è trasformato, un demone (che stasera ascolta particolarmente gli U2 e Pink Floyd) è divenuto "prosa".
E' qualcosa almeno.. O è solo un illusione?
"Just the bang
and the clatter As an angel
hits the
ground."
"Hey you, Standing in the aisle, With itchy feet and fading smile, Can you feel me?"
".. But it was only fantasy.
The wall was too high, as you can see.
No matter how he tried, he could not break free.
And the worms ate into his brain.."
"There is no pain, you are receding
A distant ship smoke under the horizon
You are only coming through in waves
Your lips move but I can’t hear what you are saying
When I was a child
I caught a fleeting glimpse
Out of the corner of my eye
I turned to look but it was gone
I cannot put my finger on it now
The child is grown
The dream is gone
And I have become
Comfortably numb."
I contorni sono sfocati, le linee poco definite.. e l'occhio umano fa
sempre fatica ad adattarsi al buio. Ma lei è lì, con i suoi contorni,
presente, eppure assente per i più.
Nessuno fa caso al suo
passare, alla sua presenza. Silenziosa e padrona del buio la sua vita
fila in disparte, in solitudine, lontana da tutto ciò che abbaglia,
luccica.. lontana da tutto quello che non è "sostanza".
Adam:You can see us without the sheets?
Lydia:Of course I can see you.
Adam: Well, how is it you see us and nobody else can?
Lydia:Well, I've read through that handbook for the recently deceased. It says: 'live people ignore the strange and unusual . I, myself, am strange and unusual.
[Piccola curiosità che ho appena scoperto, il film (Beetlejuice - Tim Burton, che ovviamente consiglio), è uscito l'8 settembre del 1988. Una data assolutamente 'a caso']
E' passato un anno. Un anno fa, a quest'ora ero nel pieno delirio delle mie emozioni.
Ho visto gente di ogni età e nazionalità abbracciarsi cantando a squrciagola ogni singola nota.
Potrei stare qui ore a descrivere ogni singolo momento.. ma ogni parola, ogni frase, per quanto possa esser ricercata, emozionante e d'effetto, non descriverebbe neanche un millesimo del tornado che si era abbattuto "nella" mia zona emotivo-razionale.
Ero su un'altro pianeta (lost on a silent planet), non sentivo, né percepivo nulla.. eccetto quella musica e quella voce. Come in un incantesimo.
Ogni cosa è rimasta intatta nella mia mente.
I biglietti pesi con mesi di anticipo, The Claw, l'attesa incredibile, gli Interpol (!), l'intro di Space Oddity, la coreografia da perdere il fiato (e il sorriso da ebete quando ho scoperto di esser nella 'Irish zone'), i volti di Bono, Edge (♥), Adam e Larry durante la coreografia, il modo di suonare di Edge, BAD, STREETS, UNTIL, SBS, MLK, ecc..
E chi era con me (nonostante tutto), a condividere quegli attimi.
Dopo settimane di aridità, nello spazio che separa i miei occhi dall'atmosfera, piccole goccioline d'acqua danzano fingedosi pulviscolo.. e silenziosamente, lentamente vanno a sfiorare e interrompersi in quel che incontrano per la loro strada..
Si potrebbe seguirne la danza, soprattutto quella finale, focalizzando lo sguardo su una gocciolina e rincorrerla lungo il suo percorso "a terra".. prima e dopo lo schianto, quando la sua essenza scivola silenziosa mescolandosi ad altre. Cosa determina in lei quella piccola compenetrazione in qualcosa di più grande? In un mini torrente formatosi da migliaia di gocce scese dal cielo alla ricerca di se stesse. Cosa resta di quel che era?
Probabilmente ce ne sarà una, in quella miriade che corre in quel torrente alla ricerca di qualcosa, pur sentendosi parte estranea di quella massa di gocce chimicamente legate tra loro.
Lei è solo sospesa nel vento. E' padrona del vento. Sente il vento, pur non toccandolo in alcun modo.. forse.
Mi piacerebbe catturare "la vita" di una goccia, nell'attimo prima che tocchi il suolo, che si unisca a milioni di altre gocce.. forse perdendosi tra le altre, forse sentendosi diversa.
Un'istantanea.
Esser fuori, tra le milioni di gocce, per le vie nella città a tratti silenziosa. E pensare.. catturare ogni brandello di pensiero che si nasconde negli angoli bui, magari coperto da un mucchietto di polvere.
Sarebbe bello perdersi nella bellezza, nel chiaro-scuro di ogni cosa.. nei piccoli dettagli di luce, nelle forme più insolite ed improbabili.
Cerco di essere torrente e goccia al tempo stesso. Assorbo silenziosamente dalla natura, cercando di evolvere la mia.. piccola, silenziosa.. diversa.
Tic.. Tic.. Tic.. I vetri sono bagnati, mentre tutto scorre, si rincorre.. ed eccola, una piccola goccia cerca il suo posto del mondo.
Tic.. Tic.. Tic.. Queste canzoni scorrono senza controllo nella mia testa.
Immensi Cure.. ormai, sono penetrati nelle mie vene.. THE CURE rains in my blood.
Just a ("dark") prayer.
Roma, un anno esatto fa.. l'attesa era febbrile. E la magia era (anche) quella di viaggio. Quella "bomba ad orologeria" mi manca.. Maybe I just want to go away (for awhile).
La bellezza della pioggia.. fa riaffiorare, puntualmente alla (mia) memoria "La pioggia nel pineto" di D'Annunzio.. E' come se il ticchettio di quelle piccole gocce che cadono talvolta leggere, talvolta irruenti, recitasse per me questa meraviglia. L'adesione totale tra la natura e la mia mente..
Un paio di cuffie. Una matita ed un foglio e quel che viene viene, che siano parole o scarabocchi. Un libro. Il contatto (imbranato) tra le corde della mia chitarra e le mie dita, 'placcate' sempre di nero.
Un universo, il mio piccolo universo. Piccoli mezzi che nutrono "the dark side of me".. e forse anche la più profonda, dove persino io, a volte, ho paura ad affacciarmi. Un universo intricato. Un labirinto senza fine, senza via d'uscita. Sono io, in qualche modo. Ogni tassello che aggiungo, non fa altro che estenderlo, quel labirinto.
E' un labirinto inusuale. Strano. Spesso, ci sono delle porte che si affacciano su piccoli mondi. Tutto è sempre buio, intricato. Come in una foresta. So che nella foresta ci sono arrivata da sola, mi ci sono reclusa, formando, giorno per giorno il mio personale labirinto.. ma si sà, stare tra la gente non è il mio forte. E più sono sola, più stò meglio. Cerco di capire, di capirmi.
C'è tanto, troppo ancora da capire. Tante strade e nessuna scelta.. solo indecisioni per il momento.. anche l'ultima volta che ho girato la clessidra tra le mie mani, forse qualcosa si va delineando nella mia testa. Nonostante la confusione non abbia mai fine.
Come questo stram of consciousness pomeridiano.. e i miei (ormai) costanti incubi. Segnali da parte del mio inconscio, che ogni volta cerco di capire, individuare.. E resto lì, a pensarci e ripensarci, come facevo da bambina e come faccio tutt'ora quando cerco di dar forma ai lampi in un temporale. Resti lì, incollata alla finestra.. come pietrificata, come se ci fosse qualcosa che ti inchioda lì.. un mix tra paura, curiosità e incanto. Cerco le forme. Cerco di definirmi in quella famosa "dark side".. dove è sempre tempesta continua, in quel labirinto senza fine. Mentre nel mondo dell'apparenza è possibile solo vedere il mare sempre calmo e la luna che volge (falsamente) alla terra solo la sua parte splendente.
squarciando la solitudine ed il silenzio della notte.
Come closer and see
See into the trees
Find the girl
While you can
Come closer and see
See into the dark
Just follow your eyes
Just follow your eyes
I hear her voice
Calling my name
The sound is deep
In the dark
I hear her voice
And start to run
Into the trees
Into the trees
Into the trees
Suddenly I stop
But I know it's too late I'm lost in a forest
All alone
The girl was never there
It's always the same
I'm running towards nothing
Again and again and again and again and again...
And again.