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venerdì 30 novembre 2012

Dancing in the dark..

 
Non so neanch'io come sono ricapitata qui. Né come sia possibile questo leggero pigiare sulla tastiera.. Eppure sta succedendo. E' come se le mie dita fossero tornate in vita dopo molto tempo. 

Le falangi pian piano hanno ripreso a muoversi, a dar corpo a pensieri.. Scricchiolando movimento dopo movimento, lentamente, delicatamente.. ma con decisione, forse con una forza nuova. Come l'immagine di un corpo che riprende vita in una cantina polverosa.. Dimenticato da tutto, tranne che da un piccolo raggio di luce che filtra oltre le pareti sconnesse di un edificio.
E' la stessa scena. 
Qui. 
Adesso. 
E' buio e riesco solo a vedere una piccola luce che filtra e le mie falangi che si muovono come se avessero vita propria, danzando su un valzer tutto loro.
La scintilla è tornata a vibrare, anche se per un solo attimo, nella penombra.

E' che oggi mi sono ritrovata a sognare, nonostante tutto. 
Mi sono ritrovata ad immaginare e ad aver voglia di creare, anche se solo quattro sempilci parole qui.
E' da giorni che le mie dita sono in fermento. Vorrebbero scrivere o disegnare o semlicemente strimpellare sulla chitarra.. 

Credo che tutto sia partito dalla voglia di dolcezza, di coccole, di riscoperta. Dalla voglia di "me".. Ed è così che mi sono ritrovata in un loop di live degli U2.. l'ultimo concerto visto, l'ultimo vortice, l'ultimo uragano di sentimenti forti, collegati a quella parte profonda di me che si aggrappa alla musica. 
Ogni cosa è culminata stasera in "It might get loud", nel sentire quei tre meravigliosi musicisti parlare con tanto amore verso quello "strumento", verso quella espressione si se stessi.. Vedere rabbia, passione, dedizione.. Non mi stancherei mai di ascoltare gente che ha QUELLA luce negli occhi.


E' questione di completezza credo. 
Pur essendo animi tormentati, con quello strumento si sentono completi. Isolati. Lontano da tutti alla completa ricerca di quel qualcosa, di quel pezzo mancante, di quella spiegazione, di quella parte di sé che riescono a spiegare solo attraverso la musica..  
Te ne accorgi quando li guardi.. quella particolare luce negli occhi, il sorriso che si irradia sui loro volti, la concentrazione che traspare dalle loro dita e da quel particolare modo di toccare, muovere la chitarra.. nel chiudere gli occhi dicendo addio a tutto, per tutta la durata di un riff..

Ed è nella penombra della stanza, in questo buio carezzevole, che cerco di capire quale si il mio di "strumento" per ritrovare la pace, quale sia il mio "riff".

A volte sono le parole, il più delle volte scritte da altri. 
A volte è quell'impulso di prendere una matita e lasciare che sia lei a fare il resto.. 
E spesso, ultimamente, penso (citando De André) che sarebbe bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra (per darmi quella pace). 
Ma so che questa è una mia mancanza.. Che la piccolina qui al mio fianco soffre di solitudine, forse, ancora per poco..

Ed è una meravigliosa coincidenza che io abbia visto proprio stasera It might get loud, proprio il "giorno" di George Harrison... 

Oggi mi va solo di sognare, anche se solo per stanotte. 
Mi va di sognare il Boss a Roma, Milano o Padova. 
Mi va di sognare out loud Dublino perchè ormai mi ritrovo spesso ad immaginare i suoi profumi, il tocco di quella pioggia sulla mia pelle.. L'influsso emotivo-creativo che quel posto avrebbe su di me.. Sulla mia "ricerca"..
Il tutto qui, stasera, in pieno Stream of consciousness "Joysiano"..

Stasera, solo per stasera I can dream, I can dream out loud while my guitar gently weeps..










 
Forse, solo per stasera mi sento serena. Serena per tutto quello che è scaturito dalla scintilla. E chiudo gli occhi, con quel sorriso infantile (o da ebete in base ai punti di vista) che ogni tanto fa capolino sulle mie labbra, nei miei occhi.

venerdì 17 febbraio 2012

A reflection

 
Se la mia tristezza avesse un odore, sarebbe la sintesi di più odori messi insieme.
Una fragranza dolce, ma estremamente malinconica. Eternamente triste.

Avrebbe l'odore del caffè appena bruciato.
Di una particella di tempo andato, tra due lancette bloccate.
Del mare d'inverno.
Del vento.
Di una chitarra rovinata.
Di un vinile sepolto dall'ignoranza.
Delle pagine di un libro dimenticato dal termpo. 
Di una matita spezzata.
Di un fiore appassito.
Di una foglia caduta dall'albero.
Di olio su tela.
Del pulviscolo che dilata lo spazio di un raggio di sole.
Di una bambola di pezza nascosta nell'angolo del tempo.
Di un raggio di luna che filtra un contatto.
Di un eco passato.
Di terra bagnata.
Di pioggia.
Di foto ingiallite.
Di una biblioteca spoglia.
Di inchiostro e versi che parlano di te.


Quando la vita, nel tuo petto batte piano..

".. Non so cosa sono adesso,
non lo so
sono un uomo
un uomo in cerca di se stesso
No cosa sono adesso non lo so
sono solo,
solo il suono del mio passo.. "





"Cammino sola, guardo le foglie cadere
seccarsi e morire ai miei piedi
e la natura tutta
sembra morire
ma ritornerà,
e io ritroverò la mia strada..."
(Patti Smith)


.. mentre un brivido muore lungo la schiena ..

domenica 15 gennaio 2012

Sweet dreams


Ore 2:00, dopo aver tradotto caffè in teoremi, c'è bisogno di CIOCCOLATO e musica.
Quantità industriali, visto che l'umore fa schifo.


"All I really need is love, 
but a little chocolate 
now and then doesn't hurt!"   
(Lucy Van Pelt - Peantus)

Notte a te, rispolverando tra i ricordi..



"..While we're talking
About all of the things that I long to believe
About love and the truth and
what you mean to me
And the truth is baby you're all that I need.."


venerdì 6 gennaio 2012

Postcards from far away




Sghignazzi si rincorrono nello spazio giungendo appena alle mie orecchie. In un altra "ala" della casa, pare qualcuno si stia divertendo a giocare a carte.. 
Quello che nello spazio si ferma invece, è il rumore del vento che schiaffeggia la pioggia, che esplodendo in piccole particelle che esanimi, si schiantano contro i vetri della mia finestra.. scivolando nel sacro Lete, nell'oblio.
Anche la luce della lampadina, fiebilmente si diffonde dell'aria.. arrivando sino a me. E alla cognizione del dolore.

E' strano, come Gadda sia (ri)tornato, dopo avermi tenuto compagnia per settimane durante il periodo della maturità.. "Compagno di tesina", assieme a Freud, Marx, Pasolini e Nietzsche.
Ora, dopo anni di distanza, perso tra altri tomi in biblioteca, il mio sguardo lo trova. E' lì. Rileggo con attenzione "Gadda - La cognizione del dolore". E' proprio lui. Lo prendo comunicando al tizio della biblioteca che quella è la mia scelta.

Ed eccomi qui distesa sul letto, mentre il vento urla il suo dissenso al mondo. La luce della lampada sul comodino, illumina delbolmente ma efficacemente le pagine del libro tra le mie mani.. e mi accorgo che qualcosa è scivolato dalle pagine.
La sorpresa si stampa sul mio volto, sotto forma di sorriso: una cartolina dell'Irlanda.
Una meravigliosa distesa verde che si perde in un sentiero.. E la (magica) scritta IRELAND. Sul retro la classica dedica, ad un destinatario sconosciuto, ma con delle parole che mi lasciano senza fiato:

"Saluti da una terra addatta per passeggiare, meditare e filosofare..."

La mia mente in un attimo si perde.. in un paio di occhi nocciola, in una distesa verde, in un cielo a tratti cupo, a tratti sereno, con quel verde che assume diverse tonalità in base all'umore del cielo. E io sono lì, a passeggiare, parlando sorridendo tutta persa in quel verde che mi si dipinge addosso, mentre la brezza dell'Oceano mi accarezza delicatamente il viso, giocando con i miei capelli..

Il ticchettio disperato del vento impazza sulla mia finestra, riportandomi alla realtà.. e alla dolce sopresa ancora lì, tra le mie mani.
Chissà se la persona che l'ha dimenticata, si è accorta della perdita. O che faccia farebbe ritrovandola oggi, chissà dopo quanto tempo.
No, proprio non ce la faccio a non perdermi. Pensando a questa coincidenza e a quelle tre persone che hanno incontrato, ad un certo punto della loro vita, Gadda e l'Irlanda..

Quella cartolina, dimenticata da qualcuno nel libro, sembra esser un post-it per i miei sogni.
 

Dream a little dream of...





Mi torna alla mente questa scena del Signore degli anelli I..




sabato 8 ottobre 2011

It was a beautiful day.



E' passato un anno. Un anno fa, a quest'ora ero nel pieno delirio delle mie emozioni.
Ho visto gente di ogni età e nazionalità abbracciarsi cantando a squrciagola ogni singola nota.  
Potrei stare qui ore a descrivere ogni singolo momento.. ma ogni parola, ogni frase, per quanto possa esser ricercata, emozionante e d'effetto, non descriverebbe neanche un millesimo del tornado che si era abbattuto "nella" mia zona emotivo-razionale.
Ero su un'altro pianeta (lost on a silent planet), non sentivo, né percepivo nulla.. eccetto quella musica e quella voce. Come in un incantesimo.

Ogni cosa è rimasta intatta nella mia mente.
I biglietti pesi con mesi di anticipo, The Claw, l'attesa incredibile, gli Interpol (!), l'intro di Space Oddity, la coreografia da perdere il fiato (e il sorriso da ebete quando ho scoperto di esser nella 'Irish zone'), i volti di Bono, Edge (♥), Adam e Larry  durante la coreografia, il modo di suonare di Edge, BAD, STREETS, UNTIL, SBS, MLK, ecc..
E chi era con me (nonostante tutto), a condividere quegli attimi.

"Che serata magica!" (Bono cit.)
I was lost in my personal soul heroin.







giovedì 7 luglio 2011

Daughter... of the sea


Chiodo fisso in questi giorni..sconfinato in un mare di dolcezza, che ora è lì, imprigionata. Infinita. Pura.
Vaga esplodendo e perdendosi in questi meravigliosi versi. Difficilmente, per me, può esserci qualcosa di più perfetto di questa poesia per descrivere, descrivermi, descriverci.

E' come essere in macchina, di ritorno da una passeggiata a mare e "beccare" in radio Wish you were here dei Pink Floyd, nella perfezione del momento.. e quegli occhi, immensi come il mare che si illuminano alle prime note.


L'uomo e il mare

Uomo libero, sempre tu amerai il mare!
Il mare è il tuo specchio: contempli l'anima tua
nell'infinito srotolarsi della tua onda,
e il tuo spirito è un abisso non meno amaro.

Ti diletti a tuffarti nel seno della tua immagine;
l'abbracci con gli occhi e con le braccia, e il tuo cuore
si distrae talvolta dal proprio battito
al fragor di quel lamento indomabile e selvaggio.

Entrambi siete tenebrosi e discreti:
uomo, nessuno ha sondato il fondo dei tuoi abissi;
mare, nessuno conosce le tue intime ricchezze:
tanto gelosamente serbate i vostri segreti!

E tuttavia da secoli innumerevoli
vi fate guerra senza pietà nè rimorsi,
tanto amate la strage e la morte,
o lottatori eterni, o fratelli inseparabili!


L'Homme et la mer

Homme libre, toujours tu chériras la mer!
La mer est ton miroir; tu contemples ton âme
Dans le déroulement infini de sa lame,
Et ton esprit n'est pas un gouffre moins amer.

Tu te plais à plonger au sein de ton image;
Tu l'embrasses des yeux et des bras, et ton coeur
Se distrait quelquefois de sa propre rumeur
Au bruit de cette plainte indomptable et sauvage.

Vous êtes tous les deux ténébreux et discrets:
Homme, nul n'a sondé le fond de tes abîmes;
Ô mer, nul ne connaît tes richesses intimes,
Tant vous êtes jaloux de garder vos secrets!

Et cependant voilà des siècles innombrables
Que vous vous combattez sans pitié ni remords,
Tellement vous aimez le carnage et la mort,
Ô lutteurs éternels, ô frères implacables!


 (I fiori del male XIV - Charles Baudelaire)


Ci sarebbero infiniti commenti da fare. Poemi.
Ma è tutto scritto stasera, nella perfezione delle stelle che sospinte dalla brezza, si specchiano nel mare.

sabato 25 giugno 2011

Mentre tutto scorre..


L'aria è deliziosa.
Piccoli sentori d'estate si perdono nell'aria.. Tutto sprigiona leggerezza.
Tutto scorre, più o meno lentamente, nella percezione che noi abbiamo in ogni istante.
Tutto scorre, anche nella "bolla", dove tutto si sussegue, dinnanzi ai miei occhi.. immagini veloci, fotogrammi irrilevanti.. niente di serio da catturare.. mentre il tempo fugge lontano.. a volte troppo distante.

Granelli di sabbia rincorrono la promessa del sogno, l'illusione della clessidra.
La sabbia sfugge.
I nostri occhi si perdono nel mare dell'apatia, troppo abituati a flash continui, privi di senso.. privi di bellezza.

C'è solo un posto dove vorrei essere in questo momento, lontana da tutto, in solitudine, a cercar di fissare un microscopico frammento di tempo e racchuderlo nell'eternità della memoria. Nel mio essere.
Vorrei esser in riva al mare, nella "mia" clessidra.. persa tra infiniti granelli di sabbia che mi ricordano del tempo..
Vorrei esser lì, a fissar le stelle.
A sentirmi ancor più insignificante, più piccola, microscopica.
Nel tempo.
Nello spazio.
Sospesa tra notte... e tempo, mentre la luna si perde nel mare facendo emergere quella patina di pensieri sommersi, socchiusi negli abissi.
Nei miei abissi.

Non vorrei esser in nessun altro posto ora, mentre tutto, fuori, scorre.



Stream of consciousness. Ascoltando e perdendomi nella meraviglia dei Sigur Rós e in Consequence dei  "The Notwist". E scrutando, con la lente d'ingrandimento in questi giorni, René Magritte. Tutto questo, è LOOP.


Legg upp í túr                                 Inizio un viaggio,
og tölti götuna                                vagando per le strade,
Sé ekki út                                       non trovo una via d'uscita,
og nota stjörnurnar                          così utilizzo le stelle. 




Fail with consequence,
lose with elequence
and smile.
I'm not in this movie,
I'm not in this song.



lunedì 23 maggio 2011

Faraway.. So close.



Per quanto si possa soffire di una forma di insofferenza verso la gente in generale e verso determinata gente nello specifico, prima o poi, forse, capita di scontrarsi con realtà che in genere ti disgustano e che hai escluso dal tuo mondo.. e addirittura dai tuoi pensieri. 

Ed eccolo, dopo un "ciao", il fiume di parole e di azioni che si riversa sul tuo essere, sulla tua sensibilità.. ed ad un tratto ti (ri)scopri intollerante, impossibilitata a capire o anche a comprendere determinati comportamenti, per nessuna ragione.. in nessuna ottica.

Rientri a casa, nel tuo mondo fatto di pensieri, di concretezza.. E per caso, in pochi attimi, qualcuno, aldilà del muro è come te.. non ha volto, ma ha voce e mani che scorrono incerte ma decise intonando una melodia inconfondibile. Unica. Perfetta per l'attimo.. mentre i pensieri vagano veloci.. Lontani nello spazio e nel tempo, nell'universo di tristezze e malinconie, misto a gioie e dolcezze immense.

Starway to heaven. Il ragazzo, stava intonando sulla classica e cantando proprio Stairway to heaven.. e io sono rimasta lì, sorpresa.. ad ascoltare, incantata.. Forse per più di due minuti, nella penombra, in solitudine, finchè la melodia si è interrotta.
Qualcuno, uno sconosciuto, così lontano.. così "vicino"..



mercoledì 18 maggio 2011

Lo S.C.O.T.C.H.



E' strano, quando stamattina ho (ri)ascoltato mentre camminavo per strada, l'album S.C.O.T.C.H. di Daniele Silvestri.
Poi, oggi, stranamente, questa canzone è più che mai collegata, o meglio, sì è proprio "presentata".. 

Here is your picture, take it away
I might be happy some day
and just in case you come around
I'm gonna change the sound
I'm gonna change the sound
Sarà successo pure a te sicuramente di ritrovarti
affaccendata in un trasloco che era iniziato forse
superficialmente e che immancabilmente poi
si è complicato, poco a poco
Avrai raccolto qualche foto spensieratamente
assecondandone il ricordo come fosse un gioco
per ritrovarti persa disperatamente
a maledire sia la foto sia il trasloco.
Ci sono scatole che sembra si rifiutino
di contenere anche lo stretto necessario
e
l'inventario che credevi facilissimo ora è un calvario
e mette in crisi sia l'umore e sia lo scopo
Quindi perdona, ancora non so, quando mi piazzo
telefonerò per adesso forse piango ancora un po'
chi parte crede che basti lo scotch ma non
chiude un granchè, no magari provo in America
In America non so, I'm gonna change my world
so here is your picture take it away, I might be
happy some day and just in case you come around
I'm gonna change the sound
I'm gonna change the sound..

Le voci di Servillo e Bunna, impreziosiscono tutto. 
Una perla.
Il "carico", lo tengo per me. Devo ancora elaborarlo.





martedì 10 maggio 2011

In limbo


Limbo. 
Quella zona di confine nebbiosa, persa nei meandri della coscienza-incoscienza, dove tutto è definito, seppur nascosto.. sommerso dal mare della realtà. Perso nelle profondità dell'essere.
Tutto è lì, ad aspettarmi. Definito nell'indefinizione.
Devo solo fare un bel respiro... e tuffarmi.
Mi perdo in questo limbo.


I'm the first in the Irish Sea
Another message I can't read
I'm on your side
Nowhere to hide
Trapdoors that open
I spiral down

You're living in a fantasy world
You're living in a fantasy world
I'm lost at sea
Don't bother me
I've lost my way
I've lost my way

You're living in a fantasy world
You're living in a fantasy world
You're living in a fantasy world
This beautiful world I'm the first in the Irish Sea
Another message I can't read


giovedì 21 aprile 2011

When the music's over..

 
C'è solo un posto dove mi vedrei in questo preciso momento malinconico, sognante. 
In quest attimo di tempo, racchiuso in 4 minuti e 46 secondi, relativamente infiniti.

Mi vedo in riva al mare, sola. Calice di vino rosso in mano, I-pod con cuffie nelle orecchie e Summertime di Janis Joplin "bombardata" dritto nel "nucleo".. La fissione avviene. 
Il nucleo si spezza, libera altri neutroni e altra, immensa energia.. La reazione è a catena. La mente varca nuove porte, spezzando quella lieve linea invisibile che ci tiene ancorati al presente e alle nostre vacue certezze, costruite su piccoli granelli di sabbia, schiavi del vento.

Mi vedo distesa sul bagnasciuga a godere della bellezza in senso assoluto, mentre la sabbia s'insinua tra i miei capelli, e piccole onde irradiate di riflessi lunari, s'infrangono sul mio corpo, sfiorandolo delicatamente, mentre le molecole della mia pelle calda vanno a fondersi con quelle del mare, fresche, veloci.
Gli occhi persi nel cielo, mentre tutta la sua immensità si perde nel suo stesso riflesso, togliendomi il fiato.

4 minuti e 46 secondi di viaggio nell'universo, camminando silenziosamente nelle viuzze del tempo. Negli angoli del mio tempo, guardando piccoli riflessi passati, che accarezzano malinconicamente, maliziosamente proiezioni future, mentre il  tutto si fonde nell' "io" presente.




La magia di una voce incredibile, che sa ipnotizzarti, condurti dove la tua mente sa.. Mentre quella melodia, quelle note.. rock-blues acide, quasi viscerali, creano quella perfezione assoluta difficile da raggiungere.
Impossibile da descrivere.

Mentre, tutto, stasera è racchiuso nella perfezione disarmante di una frase di Victor Hugo:

La malinconia è la felicità di essere triste.
(La mélancolie, c'est le bonheur d'être triste)

E' stata una fogorazione, qualcosa di ovvio a cui non avrei saputo dar voce in modo così sintetico, così preciso.. così malinconicamente perfetto.


lunedì 18 aprile 2011

I just can't help falling in love with you..

Questo connubio, tra Arte (un particolare del Bacio di Klimt) e Musica.. è semplicemente perfetto.


Wise men say only fools rush in
But I can't help falling in love with you
Shall I say would it be a sin
(Be a sin)
If I can't help falling in love with you
Like a river flows (Oooh)
To the sea (Oooh)
So it goes
Some things are meant to be
Some things are meant to be

Take my hand (take my hand)
Take my whole life too (life too)
For I can't help falling in love with you

Wise men say only fools rush in
But I, I can't, I can't help Falling in love (falling in love) With you (with you)

Like a river flows (Oooh)
To the sea (Oooh)
So it goes
Some things are meant to be
Some things are meant to be

Like a river flows
That's the way it goes
I just can't help fallin' in love with you
(Fallin' in love with you)
Like a river flows (yea yea)
That's the way it goes(cause I can't)
Fallin' in love with you
Like a river flows (I just can't help myself)
That's the way it goes
I can't help falling in love with you
(I can't help falling in love with you)
Fallin'in love with you 

Versione originale.
 

Splendida versione "made in U2"


I just can't help falling in love with you..



mercoledì 13 aprile 2011

While my guitar gently weeps..

 
Ho deciso di prendermi qualche attimo di pausa, qualche attimo di calma.. non è facile vivere con delle psicopatiche emotivamente instabili.. che sian single o fidanzate, se poi ci si aggiunge la pochissima stima o considerazione delle stesse, il mix diventa letale.
L'insofferenza aumenta in modo direttamente proporzionale al casino che combinano, in SPAZI COMUNI.
Sarò io insofferente ultimamente, per la marea di roba da fare e l'esigenza di calma assoluta.
Così eccomi qui, tra vari OHMMM + Camomilla e Rattle and Hum, con la loro musica a farmi da calmante.

..Trovo molto interessante, 
la mia parte intollerante
che mi rende rivoltante
tutta questa bella gente..

Intanto la "mia" chitarra è lì che mi aspetta, tristemente in un angolo, nell'attesa del contatto con le mie dita, ancora così tozze al tocco con quelle corde, con mille mondi..
E' una bella sensazione, dolce.. anche se ancora da esplorare con calma, delicatezza ed intimità.. Ho dedicato così poco tempo e in modo così maldestro, che ho deciso di aspettare che questa settimana incasinata passi.. Devo ancora realizzare che posso "perdermi" suonando..



Mentre il mondo è in pausa, sul mio pianeta così, io mi fermo. Immobile. Chiudo gli occhi e lascio che sia tutto il resto a trasportarmi.. compreso quel dolcissimo gelato mentre involontariamente mi hai detto "a me ricordi il mare".. guardandomi negli occhi..

martedì 5 aprile 2011

2+2 = 5

Un matematico è una macchina che converte caffè in teoremi.
(Frase attribuita a  Paul Erdős.)

Quindi, o c'è bisogno di più carburante (quindi, più caffeina), o la mia macchina è inceppata.




"..Are you such a dreamer
To put the world to rights.. "


venerdì 25 marzo 2011

L'altrove

Nel tardo pomeriggio Canzoni dell'appartamento, in stanza, mi fa compagnia.
In particolare questa canzone è in loop nella mia testa.




..lascio che le cose
mi portino altrove
non importa dove..


.. l'importante è che sia...  Altrove.


mercoledì 16 febbraio 2011

Oltremare


 "Mi rendevo conto che doveva essere parecchio stanco per aver guidato tanto. Forse, dopo tutti quegli anni a terra, era anche emozionato all'idea di posare di nuovo il suo piede da marinaio su una grande nave. E anch'io, non mi ero mai sentito così felice da molto, molto tempo."
(L'enigma del solitario - J. Gaarder)



Proust. A differenza sua però, io non ho ripescato un ricordo assaporando una madeleine, ma imbattendomi nel passo di un libro. E non era un ricordo, o meglio non proprio. Era un ricordo onirico, il sogno fatto stanotte.
Non lo ricordavo, per niente. Dopo la fine della frase, sono rimasta un attimo impietrita, piacevolmente. E tutto è apparso chiaro, come un lampo che attraversa il cielo, nel buio, illuminando tutto, per un attimo. Un'istantanea del sogno, un gioco tra luci ed ombre di sensazioni. Ed un mare di infinita dolcezza.

E' strano come tutto ora mi sia così nitido. Ricordo chiaramente il mare, limpido, cristallino, tutt'intorno a me. Piccole onde che accarezzavano dolcemente i miei piedi.. quasi come fossero parte integrante di quell'immensa distesa. Mi sentivo FELICE, in pace con me stessa. Un insieme di tutti gli elementi.. Perchè il mio posto era quello.
In quell'ondata di dolcezza c'era il mio DNA, che mi sorrideva raggiante.. felice di condividere quel momento, quell'amore infinito per il mare. Con le stessa intensità.

"Tutta colpa" di una chiamata, "dal tacco", lì dove Ionio e Adriatico sono solo nomi fittizi, perchè si coniungono.. sfiorandosi, compenetrandosi, annullandosi l'un l'altro, per essere solo un'unica immensa distesa azzurro-verde, dove lo sguardo si perde. 
E' l'incanto di una voce sussurrata, unita alla magia di quel luogo.. e quella buonanotte carezzevole che mi ha condotto lì, dove Afrodite prese forma.. tra una miriade di profumi, tattili ed errabondi. Tutti racchiusi sotto la parola perfezione. Che profumo ha la perfezione?

Per me, quel profumo, è racchiuso in una piccola boccettina di vetro. Ha il sentore della brezza marina, la consistenza della risacca, la fragranza calda del sole che si specchia nel mare, la delicatezza del vento.. l'aulenza della fusione di particelle di aria, acqua e materia durante il salto di un delfino, che libero si dipige tra cielo e mare;  la freschezza del tintinnio della pioggia che si perde nella marea.. e quel profumo, il più prezioso di tutti.. il delicato profumo del dopo barba di Hemingway. E tanti altri odori, infiniti, miei.

Ricordo solo questo. L'istantanea dei miei piedi del mare, i profumi, il mio sorriso raggiante che si rifletteva nei miei occhi, specchio del mare ed Hemingway, lì in cabina, con lo sguardo dell'infinito negli occhi. Come uno specchio in cui a volte mi rifletto, in cui a volte "mi trovo".

Chiudendo gli occhi, per un attimo, con queste melodie di Einaudi (Le onde e Oltremare), mi sento esattamente in quell'istante, in quell'istantanea onirica. Mentre due occhi sorridenti sono stampati nella mia mente. 
Posso provare a (ri)catturare le sensazioni del sogno. Forse mi lascio condizionare dai titoli, che mi riportano già lì, nella culla di Afrodite.. mentre la mia mente, viene accarezzata, trasportata.. in se stessa. Lontano.

So di averla già proposta Le Onde, ma ora, non posso fare a meno di ascoltarla. So di aver proposto di nuovo quest argomento, ma fa parte di me.


Visto che siamo in tema, mi piacerebbe consigliare qualche CD da ascoltare, "lascio" quelli che mi hanno tenuto compagnia in questa giornata:
  • Le Onde - Ludovico Einaudi
  • It's not how far you fall it's the way you land - The Soulsavers (with Mark Lanegan)
  • Disperati Intelletuali Ubriaconi - Bobo Rondelli & Stefano Bollani
  • Blue Train - John Coltrain.

Qualcuna mi ha detto oggi, "Non leggere quelle cose, che poi ti fanno "male".." :)

lunedì 7 febbraio 2011

A secret place..



Sono al buio della mia stanza, con la solita finestra che si affaccia su giochi di ombre, luci e mondi antichi. 
C'è quiete in giro, tra luci e ombre, tutto sembra impallidire, perchè a dominare nella notte, questa sera sono una miriade di stelle disperse nel manto blu.
C'era qualcosa che mancava ai miei occhi ultimamente: la mia casa, il mare. Il momento è stato perfetto. 
Piccole sfumature blu si perdevano nel nero della notte, sino ad arrivare al limite della congiunzione tra cielo e mare. 
I miei occhi si perdevano in quei colori, tra i suoni.. vagavo tra il blu del cielo pennellato di stelle e i sospiri del mare..
E' una notte serena, chiara per esplorare.. Vorrei solcare il mare con te stanotte sospinta dai sospiri del mare e guidata dal bagliore delle stelle, accarezzando l'orizzonte che fugge scherzoso allo sguardo.. 
Ci ho provato, ancora una volta a convincerti, per cercar di dar sostanza ad un sogno. 
Tutto prende forma attraverso i tuoi occhi e le tue parole invece, mentre il mare, acora una volta ti accompagnerà e ricolmerà i tuoi occhi. In quelle sfumature cristalline, sono persi i miei occhi, ti tengon compagnia.
Mi sono imposta di aspettarti per darti un bacino e ora che l'ho fatto, con tutta la dolcezza ti auguro buon lavoro, mentre io ora, mi lascio condurre da Morfeo in a secret place, anche se solo per pochissime ore.





domenica 30 gennaio 2011

Moment's Notice



E' sera, la città è stranamente in movimento.
Fa freddo e dalla finestra si intravedono giochi di luci e ombre tra i neon dei lampioni e i colori del cielo.
Sembra qualcosa di già scritto, già vissuto.. fuori dalla finestra, c'è un gioco temporale.. le ombre scherzano tra loro, rimandando ad atmosfere "jazziane".. La New Orleans degli anni '50..
Sarà che mi sono meravigliosamente persa ascoltando Blue Train di John Coltrane.. 43 minuti vissuti in un altro tempo, su di un altro pianeta..

Se fossi una canzone stasera, sarei sicuramente I'm Old Fashioned..
Splendida.




giovedì 20 gennaio 2011

.. It's just a moment, this time will pass..



E' mattino. 
Spalanco le finestre, con gli occhi ancora assonnati. Osservo il cielo, è grigio con qualche sfumatura ambrata.. sembra quasi perfetto. Quasi. Manca la pioggia. Detto da me, può sembrare un paradosso: l'amante del sole che vorrebbe la pioggia.

Piccole goccioline danzano frenetiche nella mia testa, sembra un acquazzone, ho bisogno di un riparo. Mi accorgo che anche fuori piove. Una melodia perfetta. 
Play: Stuck in a moment. Guardo il video, fa un effetto DEVASTANTE. Parole e immagini mi rappresentano TOTALMENTE.

"Sbattuta" a destra e a manca, da pensieri ed emozioni che non avrei voluto provare, cerco in qualche modo di tener lontano chi corre verso di me.. mi proteggo. Alzo lo sguardo, cerco.. vedo ombre che cercano di avvicinarsi a me, faccio scivolare il mio sguardo altrove. 
Le emozioni, le delusioni, le preoccupazioni mi calpestano, sembrano non accorgersi che io esista.
Qualcosa sbuca nel turbine.. una mano. E' tesa, il mio sguardo non fugge più.
Mi aggrappo.  
Per quanto tutto possa calpestarmi, loro sono sempre lì, pronte a proteggermi. Qualunque cosa accada..  
 It's just a moment, this time will pass.


Il video, non riesco a non commentarlo. Mi fa PIANGERE. 
Bono è lì, "sbattuto" a destra e a manca, solo. Gli altri tre, cercano di raggiungerlo. Viene calpestato da chi non lo vede. E' invisibile agli occhi di tutti.. ma loro corrono verso di lui, sfiorando anche auto in corsa. 

Edge mi fa perdere il fiato. 
E' lì che scoppio. 
Tende la mano a Bono, lo osserva: SONO QUI, QUALUNQUE COSA ACCADA è questo quello che dicono i suoi occhi. 

Il mio battito, si riduce ad un sospiro silenzioso.

".. And if the night runs over
And if the day won't last
And if your way should falter
Along the stony pass
It's just a moment
This time will pass.."


mercoledì 12 gennaio 2011

..Breathe underwater..



Non sò dire dove esattamente la mia giornata sia finita.

Forse si è conclusa nel momento in cui, ho sentito una mia coinquilina urlare di gioia perchè stava iniziando amici, perchè c'era un ballerino che le faceva "ballare gli ormoni". Credo sia stato in quel preciso istante che un meteorite abbia colpito il mio sole. . per un attimo.

Eclissi.

La luna oscura la terra, la marea s'innalza.. il mare s'ingrossa.. eppure, il senso di pace che infonde, è sempre lo stesso.. che sia bonaccia o burrasca. 
Lo sguardo si perde, insegue l'orizzonte tutt'intorno. Il confine è sottilissimo, sfumature di cielo ed acqua si legano, trovando il loro compromesso, in quella tonalità ibrida, in cui l'etere e il suo specchio si fondono. E resti senza fiato. 
La meraviglia si impossessa dei tuoi sensi e ti ritrovi lì, a sperare di poterti perdere, di lasciare che il tuo sguardo corra con il vento verso l'orizzonte, mentre il tuo corpo si sente a casa e nuota leggero ed elegante al fianco di un delfino.

Indosso gli occhiali. I tuoi occhi.
Riesco a vedere delfini che saltano, quasi a voler salutare, testuggini che si divertono a ricordare che a volte la calma può essere una virtù, balene maestose ed innoque.. ogni abitante dell'abisso mi parla attraverso i tuoi occhi, si dipinge attraverso i tuoi racconti sulla tela dei miei sogni..Mi ricordano cosa sono.

Vorrei non indossare gli occhiali, esser lì accanto a te, con lo sguardo senza fine. 
Continuo a sognarlo e ad implorarti di portarmi con te.. nonostante tutte le tue buone ragioni per non farlo. Non è colpa mia se quel mondo mi scorre nelle vene dalla nascita. 

Chiudo gli occhi e riaffiora alla mia mente la frase di Verga nei Malavoglia

"..Soltanto il mare gli brontolava la solita storia lì sotto, in mezzo ai faraglioni, perché il mare non ha paese nemmen lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole, anzi ad Aci Trezza ha un modo tutto suo di brontolare, e si riconosce subito al gorgogliare che fa tra quegli scogli nei quali si rompe, e par la voce di un amico.."


Fenomeno meraviglioso l'eclissi. Momento di pace e stupore continuo.. Ritrovamento, anche attraverso la musica. Raggi di sole ed eclissi, sono stati filtrati e messi a fuoco da Cure, Radiohead, Jimi Hendrix e gli Who.. tu ovviamente "ci sei sempre stata".

Scelte random tra quelle ascoltate.






Eclissi.. oscuramento.. vista l'ora una ninna nanna è l'ideale.. se non si ha paura dei ragni.