Ore 2:00, dopo aver tradotto caffè in teoremi, c'è bisogno di CIOCCOLATO e musica.
Quantità industriali, visto che l'umore fa schifo.
"All I really need is love,
but a little chocolate
now and then doesn't hurt!"
(Lucy Van Pelt - Peantus)
Notte a te, rispolverando tra i ricordi..
"..While we're talking About all of the things that I long to believe About love and the truth and what you mean to me And the truth is baby you're all that I need.."
Sghignazzi si rincorrono nello spazio giungendo appena alle mie orecchie. In un altra "ala" della casa, pare qualcuno si stia divertendo a giocare a carte..
Quello che nello spazio si ferma invece, è il rumore del vento che schiaffeggia la pioggia, che esplodendo in piccole particelle che esanimi, si schiantano contro i vetri della mia finestra.. scivolando nel sacro Lete, nell'oblio.
Anche la luce della lampadina, fiebilmente si diffonde dell'aria.. arrivando sino a me. E alla cognizione del dolore.
E' strano, come Gadda sia (ri)tornato, dopo avermi tenuto compagnia per settimane durante il periodo della maturità.. "Compagno di tesina", assieme a Freud, Marx, Pasolini e Nietzsche.
Ora, dopo anni di distanza, perso tra altri tomi in biblioteca, il mio sguardo lo trova. E' lì. Rileggo con attenzione "Gadda - La cognizione del dolore". E' proprio lui. Lo prendo comunicando al tizio della biblioteca che quella è la mia scelta.
Ed eccomi qui distesa sul letto, mentre il vento urla il suo dissenso al mondo. La luce della lampada sul comodino, illumina delbolmente ma efficacemente le pagine del libro tra le mie mani.. e mi accorgo che qualcosa è scivolato dalle pagine. La sorpresa si stampa sul mio volto, sotto forma di sorriso: una cartolina dell'Irlanda.
Una meravigliosa distesa verde che si perde in un sentiero.. E la (magica) scritta IRELAND. Sul retro la classica dedica, ad un destinatario sconosciuto, ma con delle parole che mi lasciano senza fiato:
"Saluti da una terra addatta per passeggiare, meditare e filosofare..."
La mia mente in un attimo si perde.. in un paio di occhi nocciola, in una distesa verde, in un cielo a tratti cupo, a tratti sereno, con quel verde che assume diverse tonalità in base all'umore del cielo. E io sono lì, a passeggiare, parlando sorridendo tutta persa in quel verde che mi si dipinge addosso, mentre la brezza dell'Oceano mi accarezza delicatamente il viso, giocando con i miei capelli..
Il ticchettio disperato del vento impazza sulla mia finestra, riportandomi alla realtà.. e alla dolce sopresa ancora lì, tra le mie mani.
Chissà se la persona che l'ha dimenticata, si è accorta della perdita. O che faccia farebbe ritrovandola oggi, chissàdopo quanto tempo.
No, proprio non ce la faccio a non perdermi. Pensando a questa coincidenza e a quelle tre persone che hanno incontrato, ad un certo punto della loro vita, Gadda e l'Irlanda..
Quella cartolina, dimenticata da qualcuno nel libro, sembra esser un post-it per i miei sogni.
Dream a little dream of...
Mi torna alla mente questa scena del Signore degli anelli I..
".. l'anno che sta arrivando tra un anno passerà .."
Non mi aspetto nulla, almeno per me.
Mi basta cercare la serenità in pochi, pochissimi sguardi (o parole "a distanza" ;)), quelli che contano.
So solo che ho imparato molto nel 2011. So anche che avrei potuto far di più.
Sono cambiata, ancora e ogni giorno. E mi sono allontanata un (bel) po' dal mondo "normale", in punta di piedi, senza che (quasi) nessuno se ne accorgesse.
La fine di ogni anno, mi mette sempre un po' di tristezza mista ad infinita dolcezza. Da quando ero piccola.
Le tenebre tornano ad impossessarsi del tempo e tutto, lentamente, inizia a tacere. I minuti passano, formando le ore, mentre le voci sfumano.. le luci si spengono.. e il buio arriva.
Il figlio di Ipno e Notte, discende tra corpi i addormentati, assumendo sebianze diverse di corpo in corpo, di sogno in sogno.
Sogni differenti, spesso speranze, a volte illusioni, altre piccoli capolavori surrealisti dipinti dall'inconscio. O incubi.
C'è poi chi, con Morfeo ha sempre troppo poco a che fare e impara ad ascoltare i richiami della notte, divenuti (ormai), troppo malinconici e tristi.
Il vento soffia inesorabile, creando in quelle menti, piccoli uragani di pensieri che mozzano il respiro. Nonostante ciò, il silenzio, all'esterno è assordante.
E' come se l'essere fosse scisso in due entità: una immobile al centro dell'uragano di pensieri che si fanno "lentamente analizzare"; l'altra è immobile accanto al letto che ascolta il silenzio, osserva il soffitto e le luci fuori dalla finestra, ascoltando il "ticchettio" del cuore che, quasi con affanno, rincorre l'uragano e si ferma con i pensieri.
Si potrebbe pensare che sia gente che ha perso la speranza nei sogni.. come un ex sognatore incallito che smette di addormentarsi per sognare e resta sveglio diventando incubo, spesso di se stesso. La lotta tra passato e presente, si fa serrata.
I sogni, tentano di non annegare e ansimano cercando la riva.. rincorrendosi, mentre le loro onde, sempre più spesso, s'increspano e, infrangendosi dalla loro spuma, piccoli fantasmi si liberano ululando malignamente o singhiozzando tristemente.
L'incubo è sempre lì, ricorda e sussurra che il confine tra sogno e illusione è sottilissimo, la zona d'ombra è quasi impercettibile.. e si perde ogni speranza di distinguerla con chiarezza, di osservare quella linea netta di confine, che la gente che dorme e sogna riesce chiaramente a distinguere.
Sono le 3:00 del mattino e mi viene in mente una delle canzoni che mi ha accompagnato in questa giornata. La strofa che da oggi mi tormenta, non è un caso.
..Red
lights, grey morning You stumble out of a hole
in the ground A vampire or a victim It depends on who's
around..
..Three
o'clock in the morning It's quiet and there's no
one around Just the bang and the clatter As an angel runs to
ground..
La solitudine, si fa spazio tra le sensazioni, impadronendosi di tutto il resto, di tutte quelle che possono essere le speranze o semplicemente pensieri, sensazioni positive. Più ci si addentra nei meandri oscuri dell'animo, più quella sensazione cresce.
E' come un demone che si nutre senza controllo della tua voglia di sognare. La voglia di scrivere passa, il desiderio di accarezzare e maledire sorridendo le dita impacciate sulla chitarra evapora, così come la felicità di pastrocchiare disegni "surrealistici" su un foglio viene cancellata da una "passata" d'apatia.. lasciandoti quasi sfinita.
Solo la musica e il viaggio in epoche passate attraverso la lettura riesce a salvarti, a farti incontrare altre anime sole, a volte disperate, che hanno "adottato" quel demone, trasformandolo in creatività.
Sono come un caldo abbraccio sempre accogliente.. Un rifugio, in ogni tempesta. Ti sembra di conoscerle da sempre quelle anime, ed è come se qualcuno ti capisca profondamente e prima di te, abbia provato a trasmettere quelle sensazioni.
Dovrei solo fare anch'io tutto questo. Trasformare, ma non ne sono capace. Anche se forse basterebbe solo sperare, sognare.. cambiare.
E' come esser bloccata in un blocco di vetro, che ti contiene a malapena. Ci sei solo tu e la tua triste apatia. Mentre fuori tutto esplode.
Piove e le gocce scorrono lungo il vetro.
Solitarie.
Alcune destinate ad incrociarsi, inglobarsi e scomparire, con l'ultimo tonfo, insieme. Altre si accumulano e si perdono. Altre restano sospese, come lacrime.
Una continua ricerca, una continua lotta contro i demoni, la solitudine. Come il mito platonico della mela, della metà perfetta. Del ritorno dell'individuo "originario", completo. Sogno o illusione? Secoli di riflessioni, constatazioni e smentite. Ognuno ha la sua risposta. A volte differente in base al periodo che vive.
Sono bloccata. Parafrasando i Cure e gli U2, "It's always the same, I'm running towards nothing" o "I'm running to stand still", mentre tutto intorno a me scorre.
E' buio e sono qui, a guardare le luci. Scorgo Morfeo, ma lui, appena incorocia i suoi occhi con i miei, scappa. Non riesce a trasformarsi, ad assumere sembianze di sogno.
L'uragano mi attende. Qualcosa, almeno stasera si è trasformato, un demone (che stasera ascolta particolarmente gli U2 e Pink Floyd) è divenuto "prosa".
E' qualcosa almeno.. O è solo un illusione?
"Just the bang
and the clatter As an angel
hits the
ground."
"Hey you, Standing in the aisle, With itchy feet and fading smile, Can you feel me?"
".. But it was only fantasy.
The wall was too high, as you can see.
No matter how he tried, he could not break free.
And the worms ate into his brain.."
"There is no pain, you are receding
A distant ship smoke under the horizon
You are only coming through in waves
Your lips move but I can’t hear what you are saying
When I was a child
I caught a fleeting glimpse
Out of the corner of my eye
I turned to look but it was gone
I cannot put my finger on it now
The child is grown
The dream is gone
And I have become
Comfortably numb."
I contorni sono sfocati, le linee poco definite.. e l'occhio umano fa
sempre fatica ad adattarsi al buio. Ma lei è lì, con i suoi contorni,
presente, eppure assente per i più.
Nessuno fa caso al suo
passare, alla sua presenza. Silenziosa e padrona del buio la sua vita
fila in disparte, in solitudine, lontana da tutto ciò che abbaglia,
luccica.. lontana da tutto quello che non è "sostanza".
Adam:You can see us without the sheets?
Lydia:Of course I can see you.
Adam: Well, how is it you see us and nobody else can?
Lydia:Well, I've read through that handbook for the recently deceased. It says: 'live people ignore the strange and unusual . I, myself, am strange and unusual.
[Piccola curiosità che ho appena scoperto, il film (Beetlejuice - Tim Burton, che ovviamente consiglio), è uscito l'8 settembre del 1988. Una data assolutamente 'a caso']
E' passato un anno. Un anno fa, a quest'ora ero nel pieno delirio delle mie emozioni.
Ho visto gente di ogni età e nazionalità abbracciarsi cantando a squrciagola ogni singola nota.
Potrei stare qui ore a descrivere ogni singolo momento.. ma ogni parola, ogni frase, per quanto possa esser ricercata, emozionante e d'effetto, non descriverebbe neanche un millesimo del tornado che si era abbattuto "nella" mia zona emotivo-razionale.
Ero su un'altro pianeta (lost on a silent planet), non sentivo, né percepivo nulla.. eccetto quella musica e quella voce. Come in un incantesimo.
Ogni cosa è rimasta intatta nella mia mente.
I biglietti pesi con mesi di anticipo, The Claw, l'attesa incredibile, gli Interpol (!), l'intro di Space Oddity, la coreografia da perdere il fiato (e il sorriso da ebete quando ho scoperto di esser nella 'Irish zone'), i volti di Bono, Edge (♥), Adam e Larry durante la coreografia, il modo di suonare di Edge, BAD, STREETS, UNTIL, SBS, MLK, ecc..
E chi era con me (nonostante tutto), a condividere quegli attimi.
Dopo settimane di aridità, nello spazio che separa i miei occhi dall'atmosfera, piccole goccioline d'acqua danzano fingedosi pulviscolo.. e silenziosamente, lentamente vanno a sfiorare e interrompersi in quel che incontrano per la loro strada..
Si potrebbe seguirne la danza, soprattutto quella finale, focalizzando lo sguardo su una gocciolina e rincorrerla lungo il suo percorso "a terra".. prima e dopo lo schianto, quando la sua essenza scivola silenziosa mescolandosi ad altre. Cosa determina in lei quella piccola compenetrazione in qualcosa di più grande? In un mini torrente formatosi da migliaia di gocce scese dal cielo alla ricerca di se stesse. Cosa resta di quel che era?
Probabilmente ce ne sarà una, in quella miriade che corre in quel torrente alla ricerca di qualcosa, pur sentendosi parte estranea di quella massa di gocce chimicamente legate tra loro.
Lei è solo sospesa nel vento. E' padrona del vento. Sente il vento, pur non toccandolo in alcun modo.. forse.
Mi piacerebbe catturare "la vita" di una goccia, nell'attimo prima che tocchi il suolo, che si unisca a milioni di altre gocce.. forse perdendosi tra le altre, forse sentendosi diversa.
Un'istantanea.
Esser fuori, tra le milioni di gocce, per le vie nella città a tratti silenziosa. E pensare.. catturare ogni brandello di pensiero che si nasconde negli angoli bui, magari coperto da un mucchietto di polvere.
Sarebbe bello perdersi nella bellezza, nel chiaro-scuro di ogni cosa.. nei piccoli dettagli di luce, nelle forme più insolite ed improbabili.
Cerco di essere torrente e goccia al tempo stesso. Assorbo silenziosamente dalla natura, cercando di evolvere la mia.. piccola, silenziosa.. diversa.
Tic.. Tic.. Tic.. I vetri sono bagnati, mentre tutto scorre, si rincorre.. ed eccola, una piccola goccia cerca il suo posto del mondo.
Tic.. Tic.. Tic.. Queste canzoni scorrono senza controllo nella mia testa.
Immensi Cure.. ormai, sono penetrati nelle mie vene.. THE CURE rains in my blood.
Just a ("dark") prayer.
Roma, un anno esatto fa.. l'attesa era febbrile. E la magia era (anche) quella di viaggio. Quella "bomba ad orologeria" mi manca.. Maybe I just want to go away (for awhile).
La bellezza della pioggia.. fa riaffiorare, puntualmente alla (mia) memoria "La pioggia nel pineto" di D'Annunzio.. E' come se il ticchettio di quelle piccole gocce che cadono talvolta leggere, talvolta irruenti, recitasse per me questa meraviglia. L'adesione totale tra la natura e la mia mente..